giovedì 9 ottobre 2014

Ripensare, scrivere, tradurre i Balcani

Wasafiri, volume 29, issue 2, 2014


Special issue: Writing the Balkans


Questo numero monografico presenta una rassegna di scrittori balcanici ed è pensato per un pubblico anglofono. Pubblico anglofono che spesso ha immagini stereotipate della regione, oscillanti tra folklore e guerre fratricide. La curatrice di questo fascicolo è Vesna Goldsworthy, scrittrice serba che vive in Inghilterra e che sintetizza con l’espressione Balkan Po-co questo universo, ossia un mondo fuso tra post-comunismo e post-colonialismo che, a dire il vero, nei paesi balcanici ha assunto più l’aspetto di un post-imperialismo (vedi la fine degli imperi austroungarici e turchi e poi dell’impero sovietico). Terminato il comunismo si ritorna al nazionalismo che vuol dire nuovi stati, nuove bandiere, nuove lingue. Il comunismo e l’imperialismo pur essendo ideologie prettamente europee sono viste come qualcosa che viene da “fuori” e che strappa per decenni questi paesi alla loro madrepatria Europa. Ma è proprio così? L’Europa, a sua volta, quando sarà il momento, è riluttante a riconsiderare pienamente europei questi stati: da qui il disorientamento generalizzato.


Il fascicolo si apre con un articolo dello scrittore bosniaco Muharem Bazdulj, nato a Travnik, città natale di Ivo Andric, che parla del movimento politico-rivoluzionario “Mlada Bosna” (Giovane Bosnia) di cui faceva parte l’assassino del principe Ferdinando, Gavrilo Princip.
La Yugoslavia torna nella sezione-tributo a Danilo Kis che comprende un’intervista a Pavle Šosberger, cronista della vita degli ebrei di Vojvodina e testimone delle stragi compiute durante la Seconda guerra mondiale.

L’obiettivo della curatrice era tuttavia quello di presentare una vasta rassegna di scrittori e poeti contemporanei. Le opere in traduzione hanno uno scarsissimo posto in Inghilterra visto lo strapotere della lingua inglese e in questo scarsissimo posto ancora minore è il posto destinato agli scrittori balcanici, quasi tutti perfettamente sconosciuti. Fare però una rassegna esaustiva di un’area di 67 milioni di abitanti si è rivelata un’impresa epica. Che posto assegnare a chi? E su che basi? Alla fine la scelta è stata libera, e arbitraria: interviste con gli scrittori amati da Vesna come Dubravka Ugrešić, nota anche in Italia, o scrittori suoi amici come il poeta sloveno Aleš Debeljak. Scrittori nati dopo la Seconda guerra mondiale e scrittori nati negli anni ’80. Vista la babele linguistica è stato chiesto loro di indicare in che lingua scrivono, dato che si è creata anche una forte corrente di scrittori balcanici espatriati che scrive in inglese come la stessa Vesna Goldsworthy. Gli scrittori che scrivono in inglese hanno accesso ad un pubblico più ampio, non dovendo passare per l’imbuto delle traduzioni, ma sono comunque visti come qualcosa di esotico all’interno del mondo delle lettere anglosassone.

Al tempo stesso, quindi, questo numero è anche un omaggio e una presentazione dei principali traduttori dalle lingue balcaniche all’inglese senza la cui opera non sarebbe possibile conoscerli. L’unico criterio che non ha seguito la curatrice nella sua scelta è quello politico: tutte le idee, anche quelle che lei non condivide sono rappresentate. 
Alcuni di questi autori sono stati tradotti anche in italiano:


  • Štiks, Igor
  • Mentre Alma dorme, Frassinelli, 2008
  • Gatalica,Aleksandar
  • Secolo: cento e una storia di un secolo, Diabasis, 2008
  • Albahari, David 
  • Il buio, Besa, 2003
  • L’esca, Zandonai, 2008
  • Goetz e Meyer, Einaudi, 2006
  • La morte di Ruben Rubenović, Hefti, 1989
  • Sanguisughe, Zandonai, 2012
  • Zink, Zandonai, 2009
  • Karnezis, Panos
  • Una festa di compleanno, Guanda, 2008
  • Il labirinto, Guanda, 2004
  • Tante piccole infamie, Guanda, 2003
  • Debeljak, Aleš
  • Momenti d’angoscia, Pagano, 1992
  • Nuova poesia slovena, ZTTEST, 1998
  • Kiš, Danilo
  • Clessidra, Adelphi, 1990
  • Dolori precoci, Adelphi, 1993
  • Enciclopedia dei morti, Adelphi, 1988
  • Giardino, cenere, Adelphi, 1986
  • Homo poeticus, Adelphi, 2009
  • I leoni meccanici, Feltrinelli, 1980
  • Una tomba per Boris Davidović, Adelphi, 2005
  • Ugrešić, Dubravka
  • Baba Jaga ha fatto l’uovo, Nottetempo, 2011
  • Cultura karaoke, Nottetempo, 2014
  • Il ministero del dolore, Garzanti, 2007
  • Il museo della resa incondizionata, Bompiani, 2002
  • Vietato leggere, Nottetempo, 2005 

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