mercoledì 28 ottobre 2015

Tutelare le lingue regionali o minoritarie

Che la lingua sia un elemento essenziale di identità culturale lo dimostrano storicamente i tentativi di assimilazione delle minoranze attraverso politiche statali che miravano a far scomparire la loro lingua (per es., la politica di italianizzazione durante il fascismo).

Le lingue regionali o minoritarie, così come sono definite nell’art. 1 della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie, sono un aspetto del patrimonio culturale europeo ancora sotto minaccia e non basta inserire una clausola relativa alla non discriminazione in strumenti giuridici nazionali e internazionali per evitarne la scomparsa. Occorre una politica di promozione attiva che ne assicuri l’utilizzo in tutti gli aspetti della vita quotidiana. Questo è l’obiettivo della Carta europea delle lingue regionali e minoritarie entrata in vigore nel 1998 e ratificata attualmente da 25 Stati membri del Consiglio d’Europa .

La Carta incoraggia misure nazionali atte a promuovere l’uso di queste lingue in tutta la vita pubblica: nell’insegnamento, nei mass media, nel mondo giudiziario e amministrativo, nella vita economica e sociale e nelle attività culturali. La procedura di monitoraggio prevista dalla Carta e le raccomandazioni che ne derivano dovrebbero garantire un miglioramento concreto nei vari paesi. Qui potete vedere alcuni esempi forniti dal Consiglio d’Europa sull'impatto avuto dalla Carta.
Quali sono le lingue tutelate? Lo potete vedere in questo elenco.


Vi interessa approfondire l’argomento? Ecco alcune pubblicazioni disponibili a Ca’ Foscari sulle lingue minoritarie  in italiano ed in inglese.

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