lunedì 23 novembre 2015

Nuova sentenza della Corte d'appello USA: le digitalizzazioni di Google sono legali.

Google Books nasce nel 2004 con l'ambizioso obbiettivo di creare una biblioteca digitale in cui rendere accessibili tutti i libri esistenti nel mondo (un totale di circa 130 milioni di titoli, secondo i dati del 2010).

Danno subito la propria adesione a questo progetto, mettendo a disposizione parte del loro patrimonio librario, importanti biblioteche come l' Harvard University Library, la Bodleian di Oxford, la New York Public Library.

Ad appena un anno dal suo inizio, gli editori lanciano una class action contro Google per violazione dei diritti d’autore, chiedendo il risarcimento di 750$ + 750$ di danni per ogni libro protetto da copyright scansionato da Google, anche se visualizzato solo attraverso frammenti (snippet).

Attualmente sono circa 30 milioni i libri censiti su Google Books, di cui 5 milioni disponibili per l’acquisto o il free download.

I libri in Google Books sono visualizzabili in  4 forme:

1. Visualizzazione completa. E’ disponibile se il libro non è soggetto a copyright  o se c’è il consenso dell'editore o dell'autore.  
2. Anteprima limitata. Su autorizzazione dell’editore o autore, è possibile visualizzare solo un numero limitato di pagine. 
3. Visualizzazione frammento (snippet). Vengono date le informazioni bibliografiche del libro e visualizzati alcuni frammenti, in riferimento ai termini di ricerca immessi dall’utente. 
4. Anteprima non disponibile. Vengono mostrate solo le informazioni bibliografiche.

I termini inseriti nel box di ricerca permettono di individuare libri che contengono tali termini nel titolo, ma anche di estendere la ricerca all'interno del fulltext e delle bibliografie disponibili, offrendo uno strumento di ricerca molto potente e innovativo.

Lo scorso 16 ottobre la seconda Corte d'Appello di New York nella causa intentata dall' "Authors Guild", la più antica e potente organizzazione professionale americana di editori ed autori, dal 2005 in causa contro Google, ha stabilito che il progetto di digitalizzazione promosso da Google Books è legale, perchè rientra nel "fair use".





Diversamente dalla legislazione europea, quella statunitense prevede diverse eccezioni all'utilizzo di opere protette da copyright
In particolare, sono 4 i fattori che vengono presi in considerazione prima di consentire l'utilizzo senza licenza di opere protette (fair use):
(1) scopo e carattere dell'uso (es. uno scopo "didattico" o un utilizzo "trasformativo", che aggiunge cioè qualcosa di nuovo ad un'opera, hanno più probabilità di essere considerati equi). 
(2) natura del lavoro protetto da copyright (ad es. un lavoro di fantasia, come un romanzo, un film, o una canzone, ha meno probabilità di rientrare nelle eccezioni di "far use" rispetto ad un articolo tecnico).
(3) quantità e importanza della parte utilizzata in relazione all'insieme dell'opera protetta (meno è consistente la parte del materiale protetto da copyright utilizzata, più è probabile che rientri nel fair use)
(4) conseguenze di questo uso sul mercato potenziale o sul valore del lavoro protetto da copyright (l'utilizzo non autorizzato danneggia il mercato esistente o futuro per l'opera protetta da copyright?)

Quali di questi fattori è stato ritenuto decisivo dalla Corte d'Appello?  

Già nell'audace sentenza del giudice Danny Chen che nel 2013 diede torto all' "Authors Guild", era stata sancita la prevalenza della tutela dell’interesse pubblico rispetto a quello editoriale, riprendendo l'innovativo approccio di far use elaborato dal giudice distrettuale Pierre Leval, autore dell'articolo "Toward a Fair Use Standard", pubblicato nel 1990 nella "Harvard Law Review", 

"The copyright is not an inevitable, divine, or natural right that confers on authors the absolute ownership of their creations. It is designed rather to stimulate activity and progress in the arts for the intellectual enrichment of the public."

Nella nuova sentenza dello scorso ottobre il fattore dell' utilizzo "trasformativo", è al centro della motivazione, al punto tale da prevalere sulla quarta condizione, le conseguenze sui mancati profitti economici, se tale fattore non risulta particolarmente significativo

"Google's making of a digital copy to provide a search function is a transformative use, which augments public knowledge by making available information about Plaintiffs' books without providing the public with a substantial substitute for matter protected by the Plaintiffs' copyright interests in the original works or derivatives of them".

"The possibility, or even the probability or certainty, of some loss of sales does not suffice to make the copy an effectively competing substitute that would tilt the weighty fourth factor in favor of the rights holder in the original."

La risposta dell "Authors Guild" non si è fatta attendere: verrà a breve presentato un ricorso alla Corte Suprema.

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Vuoi saperne di più sull'uso di Google Books? qui puoi trovare un breve tutorial

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