venerdì 25 novembre 2016

Yukio Mishima, uno scrittore controverso

Lo scrittore nel suo studio.
Ricorre oggi il 46° anniversario della morte dello scrittore Yukio Mishima 由紀夫三島 (vero nome Kimitake Hiraoka 公威平岡, 14 gennaio 1925 – 25 novembre 1970), famoso per romanzi come:
  • Confessioni di una maschera (Kamen no kokuhaku 假面の告白, 1949);
  • Colori proibiti (Kinjiki 禁色, 1951);
  • La voce delle onde (Shiosai 潮騒, 1954);
  • Il padiglione d’oro (Kinkakuji 金閣寺, 1956);
  • La scuola della carne (Nikutai no gakkō 肉体の学校, 1964);
  • Lezioni spirituali per giovani samurai (Wakaki Samurai no tame no Seishin kowa 若きサムライのための精神講話, 1968-1970), e molti altri.
Fu anche drammaturgo, e riadattò in chiave moderna numerose opere della tradizione teatrale Nō e Kabuki, nonché regista e attore.

Tra le tematiche che attraversano la sua produzione le più importanti sono senza dubbio la morte, in particolare quella eroica, l’erotismo, il culto del corpo maschile (praticò anche culturismo e arti marziali) e le sue idee politiche nazionalistiche incentrate sulla venerazione dell’Imperatore, da lui considerato emblema dello spirito giapponese. Per tutta la sua vita risultò ambiguo anche il suo orientamento sessuale: nonostante il matrimonio e la nascita di due figli, erano note le sue frequenti visite ai gay bar, e anche l’omosessualità è un elemento ricorrente nei suoi testi.

Nel 1966 diresse il film di 30 minuti Patriottismo (Yūkoku憂国), di cui interpretò anche la parte del protagonista, un ufficiale militare che sceglie togliersi la vita assieme alla moglie tramite seppuku切腹, il rituale di suicidio dei samurai tramite sventramento e decapitazione. La pellicola costituì una sorta di preannuncio delle future intenzioni di Mishima, che difatti pochi anni dopo decise di darsi la morte con lo stesso metodo.




Il 25 novembre 1970, dopo aver consegnato all'editore il suo ultimo libro, La decomposizione dell’angelo (Tennin Gosui 天人五衰, facente parte della tetralogia Il mare della fertilità, Hōjō no Umi 豊饒の海), entrò con un pretesto nell’ufficio del comandante del quartier generale delle Forze di Autodifesa di Tōkyō e vi si barricò. Ad accompagnarlo c’erano quattro tra i membri più fidati della sua società patriottica, la Società degli Scudi (Tate no Kai楯の会), da lui fondata nel 1968 in aperta critica al Trattato di San Francisco del 1951 con cui il Giappone rinunciava ad avere un proprio esercito (che non fosse di sola autodifesa). Dal balcone dell’ufficio tenne, alla presenza di televisioni e giornali, un discorso rivolto ai soldati in cui invocava il colpo di stato e la restituzione dei pieni poteri all'Imperatore, il quale era stato privato del rango divino con la nuova Costituzione del 1947. Tuttavia le sue parole non furono bene accolte dai militari, e dopo aver terminato rapidamente la sua arringa infine si suicidò assistito dai fedelissimi.

Al di là delle convinzioni politiche è stato senza dubbio uno dei più importanti autori giapponesi del secondo dopoguerra.

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Per ulteriori approfondimenti su questo autore, sono presenti nelle nostre biblioteche diversi testi al seguente link: Mishima, opere e critica.



Fonti consultate:History
- Wikipedia: En, Ita

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