giovedì 13 aprile 2017

L'identità catalana nelle opere di Mercè Rodoreda

Una foto dell'autrice.
Moriva oggi una delle più importanti figure della letteratura catalana: Mercè Rodoreda i Gurguí ( 10 ottobre 1908 – 13 aprile 1983), scrittrice, poetessa e pittrice.

Nacque nel 1908 a Barcellona. I genitori erano entrambi appassionati di letteratura e teatro, ma fu in particolare la figura del nonno materno, Pere Gurguí, a esercitare una forte influenza su di lei, trasmettendole un forte sentimento di appartenenza catalana e la passione per i fiori, elementi che in seguito emersero nelle sue opere. Frequentò solo due anni di scuola primaria, ma lesse da autodidatta molti autori, sia classici che moderni. Alla morte dell’amato nonno suo zio Juan Gurguí, che aveva fatto fortuna in Argentina, si stabilì presso la casa di famiglia, e a soli 20 anni Mercè lo sposò, nonostante la consanguineità e i 14 anni di differenza. Un anno dopo, nel 1929, nacque il loro unico figlio, Jordi Gurguí i Rodoreda. La sua vita coniugale però non fu facile, suscitando rapidamente in lei il desiderio di avere maggiore indipendenza. Iniziò perciò a scrivere per sfuggire alla situazione infelice che stava vivendo.

A darle l’incoraggiamento che le mancava per pubblicare fu Delfí Dalmau, pedagogo e linguista del Liceu Dalmau con cui collaborò all’opera Polèmica, un’apologia sul catalano ed esperanto, completata nel 1934. Scrisse i suoi primi romanzi tra il 1932 e il 1936: Sóc una dona honrada?, Del que hom no pot fugir, Un dia en la vida d'un home, Crim. Tuttavia in seguito li rinnegò, ritenendoli frutto della sua inesperienza. In questo stesso periodo pubblicò anche diversi racconti su alcuni giornali e iniziò a collaborare con la rivista Clarisme, e si iscrisse all'Associazione della Stampa di Barcellona, intenzionata a perseguire una professione giornalistica.
Nel 1937 divorziò dal marito, e vinse il premio Joan Crexells, per Aloma, che venne dato alle stampe l’anno successivo. Di questo testo nel 1969 Mercè pubblicò una versione completamente rivista, insoddisfatta della prima.

Durante la Guerra Civile Spagnola, in cui il regime franchista aveva proibito l'uso della lingua catalana, Mercè temendo che la sua collaborazione con riviste di sinistra potesse metterla nel mirino delle autorità nel 1939 lasciò la Spagna alla volta della Francia. Qui si stabilì al castello Roissy-en-Brie, assieme ad altri letterati, e instaurò una relazione amorosa con Joan Prat i Esteve (noto anche come Armand Oblois), già sposato.
Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale i due amanti scelsero di restare in Francia anziché scappare in America Latina come altri esiliati. L’avanzata tedesca nel paese li costrinse però alla fuga. Si rifugiarono prima a Limoges, dove Joan venne arrestato e costretto ai lavori forzati, e poi a Bordeaux. Qui Mercè per sopravvivere lavorò in un magazzino, cucendo camicie da donna. Fu un periodo molto difficile, durante il quale patì anche la fame.

Alla fine del conflitto lei e Joan fecero ritorno a Parigi, e nel 1947 Mercè ricominciò a lavorare nel campo del giornalismo, collaborando con Revista de Catalunya. A causa dell’insorgere di problemi di salute non riuscì però a dedicarsi alla scrittura a tempo pieno. Scrisse comunque numerose poesie, e alcune di esse la portarono alla vittoria per tre volte ai Giochi Floreali di Parigi, e all’ottenimento del titolo di Mestre en Gai Saber (“Maestra della Gaia Scienza”) nel 1949. Si avvicinò anche alla pittura, considerandola comunque secondaria rispetto alla scrittura.
Nel 1954 seguì il suo amante a Ginevra, dove collaborava come traduttore. Pubblicò Tres sonets i una cançó, Carnaval e Vint-i-dos contes, che vinsero premi prestigiosi.
La stesura del suo romanzo più famoso, La plaça del Diamant, iniziò nel 1959 e si concluse nel 1962, anno in cui venne pubblicato dopo diverse revisioni. In esso tratta anche la Guerra Civile Spagnola. Nel 1966 scrisse El carrer de les camelie, che le valse tre premi importanti.

Joan Prat i Esteve, cui era rimasta legata dall'esilio in Francia, morì nel 1971. La scoperta che egli aveva un’altra relazione oltre a quella con lei la segnò profondamente, acuendo la sua sensazione d’esilio. Riallacciò allora i rapporti con vecchie collaboratrici durante la guerra civile spagnola, e decise di far ritorno in Catalogna, stabilendosi a Romanyà de la Selva assieme all'amica Carme Manrubia, con cui convisse per sei anni. Qui completò il suo capolavoro, Mirall trencat, che venne pubblicato nel 1974.
Nel 1979 scrisse la commedia teatrale El Maniquí, e nel 1982 i racconti autobiografici Fitxers d'infantesa. Morì nel 1983 di cancro al fegato.

I suoi testi sono stati tradotti in numerose lingue, e hanno goduto anche di trasposizioni cinematografiche. In qualità di massima esponente della letteratura catalana del Novecento, è stato istituito nel 1998 il Premo Mercè Rodoreda in suo onore.

Lo stile di Mercè Rodoreda, ricco di simbolismi, è stato influenzato da numerosi autori, tra i quali Marcel Proust, Thomas Mann, Virginia Woolf (da lei molto ammirata). I suoi romanzi hanno spesso protagoniste donne e il loro desiderio di sfuggire al dominio maschile; tra i temi più ricorrenti, la solitudine, il problema della maternità.


Elisa Callegari, una delle studentesse dei nostri corsi BALI, ha realizzato la voce italiana su Wikipedia traducendo la voce di eccellenza presente nella versione catalana: la potete consultare a questo link.
Qui potete invece consultare la lista di alcuni testi e saggi critici su Mercé Rodoreda disponibili nelle nostre Biblioteche

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