lunedì 22 gennaio 2018

Louis-Ferdinand Céline antisemita non si pubblica

I tre pamphlet (Fonte : Le Petit Célinien su L'Express )
Louis-Ferdinand Céline (1894-1961), scrittore francese noto per Viaggio al termine della notte e Morte a credito, è al centro di una polemica che ha infiammato quotidiani e media francesi nelle ultime settimane, fino ad arrivare qui in Italia.
Lo scorso 11 gennaio Antoine Gallimard, presidente dell'omonima casa editrice francese, ha annunciato in un comunicato la sospensione di un progetto editoriale che, sotto il titolo di Ecrits polemiques, prevedeva una riedizione critica di 3 pamphlet antisemiti dell'autore (Bagatelle per un massacro, La scuola dei cadaveri, La bella rogna rispettivamente del 1937, 1938 e 1941.
«In nome della mia libertà di editore e della sensibilità che ho maturato in quest'epoca, sospendo questo progetto, considerando che non ci siano le condizioni metodologiche e memoriali per svilupparlo in modo sereno.»
(Traduzione:
Il Sole 24 Ore)
La vedova Lucette, 105 anni, aveva autorizzato inaspettatamente il progetto l'anno scorso, nonostante avesse fino a quel momento rispettato le volontà del marito di non far ripubblicare i tre testi (le uniche edizioni, infatti, risalgono al periodo della seconda guerra mondiale).

Il passo indietro dell'editore, che pur ha sottolineato nel suo comunicato la piena libertà della sua scelta, è avvenuto a seguito della preoccupazione manifestata da associazioni contro il razzismo e dalla comunità ebraica: Serge Klarsfeld, famoso avvocato francese cacciatore di nazisti e presidente dell'Association des fils et filles des déportés juifs de France (FFDJF), aveva chiesto a Gallimard di sospenderne la pubblicazione per il contenuto di incitamento all'odio antisemita presente nei testi. In caso contrario, aveva minacciato azioni legali. (Le Figaro 22/12/17).
Altre voci si erano espresse contro la pubblicazione sostenendo che opere di questo genere non dovevano avere spazio nell'editoria, specie se promosse da una casa editrice così prestigiosa come Gallimard, o che fosse poco opportuno pubblicarle in questo momento storico, in cui i nazionalismi sono tornati in modo preoccupante sulla scena mondiale; questi testi, a loro parere, avrebbero contribuire a fomentare e legittimare in qualche modo la propaganda antisemita latente in Francia e in Europa.
Determinante per la scelta di sospendere la pubblicazione è stato probabilmente anche l'intervento di alcuni rappresentanti politici che, pur senza opporsi alla pubblicazione, avevano espressamente richiesto che l'edizione in programma fosse dotata di un apparato storico critico monitorato da un'equipe di storici (Le Monde 11/1/18). Questo perché l'edizione Gallimard avrebbe riproposto un'edizione canadese del 2012 (in Canada i testi sono di pubblico dominio a 50 anni dalla morte dell'autore) che era già stata criticata per la debolezza dell'analisi critica.

Il problema è comunque solo rinviato: il copyright delle opere di Céline cesserà in Europa nel 2031, a 70 anni dalla morte dell'autore. Da quella data i pamphlet ricadranno nel pubblico dominio, com'è già accaduto peraltro con il Mein Kampf di Hitler.

In Italia, lo scrittore e curatore editoriale Giulio Mozzi ha sostenuto l'importanza di affrontare con letture critiche testi di questo tipo, per non abbandonarli ai rischi della circolazione clandestina:
"Mi dispiace - mi dice Mozzi -, mi dispiace perché la collana, isolata dal resto delle opere di Céline era ben pensata, affidata a un curatore bravissimo, studiata con tutte le cautele possibili. Rinunciarvi vuol dire correre anche il rischio che a queste opere accada quello che è accaduto alle opere di Ezra Pound: che sono state spesso ripubblicate ed usate in modo piratesco da editori le cui scelte e la cui formazione fanno riferimento all’ideologia fascista, senza gli strumenti adeguati per essere ben compresi. Una damnatio memoriae di questo tipo rischia paradossalmente di alimentare un a circolazione sotterranea fuori controllo."  (Il Sole 24 Ore)

Ci auguriamo che nel prossimo futuro non ci siano più motivi per temere le conseguenze di una tale pubblicazione.



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